sogni | FiocoTram

   

Il meraviglioso blog dei refusi©

 

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Se riesci a leggere fino a qui, sappi che tutto questo sarà sempre dedicato a te.

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sabato, 14 novembre 2009
 

Dreams of the nursery: omertà

Mi trovo a passare vicino il mercato del pesce del mio paesino, la stessa zona in cui sono ubicati  il municipio e gli uffici del Comune.

Dalle mie parti comprare il pesce è un'attività prettamente riservata al maschio dominante.
Il mercato del pesce è un po' una sorta di  l'agorà della polis.
E' il luogo in cui gli uomini spesso e volentieri si intrattengono discutendo della vita politica del paesino.

Mentre cammino noto una piccola folla che si raduna vicino al marciapiede.
Mi avvicino anch'io, per guardare lo  spettacolo che ha attirato l'attenzione di tutti.
C'è infatti un funzionario del Comune, intento a perforare il marciapiede con una strana trivella a forma di tubo.
Produce un rumore e delle scosse simili  a quelle di  un martello pneumatico.
A un certo punto dall'estremità del tubo visibile in superficie vengono sputati fuori dei sassi.
Vengono fuori velocissimi, e  vanno a colpire la folla, in tutte le direzioni.
Io nel frattempo sto filmando tutto col cellulare.
Torno a casa scandalizzato da questo episodio.
Decido di diffondere il filmato online.
Stigmatizzo l'incuria per i cittadini con cui il progetto è stato eseguito, e la mancanza di protezioni  e contromisure adeguate del funzionario che lo eseguiva.
Qualche ora dopo averlo fatto, comincio a pentirmi della cosa.
Nel filmato è ben visibile il volto del funzionario.
Mi viene la paura che il Comune possa scaricare su di lui tutta la responsabilità dell'atto, lavandosene le mani e licenziandolo.
E poi tutti se la prenderebbero con me, per non essermi fatto i cazzi miei.

Per cui, cancello il filmato dal mio profilo facebook e torno a girovagare e postare nei profili dei miei amici.
postato da FiocoTram | 14/11/2009 04:54 | commenti
sogni


lunedì, 09 novembre 2009
 

Dreams of the nursery il matrimonio- the movie

Mi ritrovo con la mia famiglia in un enorme albergo.
Apparentemente, siamo tutti lì per presenziare a un matrimonio.
Ma in realtà si tratta di un film che stiamo girando.
Abbiamo un copione da seguire scrupolosamente, altrimenti la storia va a  monte.
Il mio ruolo è quello di essere fidanzato con una ragazza, ambita da tanti.
Entrambi sappiamo che è solo una recita, però lei mi piace realmente.

Una sera  emerge dal passato della ragazza un ex marito.
E' il supercriminale perfetto: occhialuto, piccolo, basso, megalomane, brizzolato e coi baffetti.
Costui rapisce la ragazza e poi la rinchiude in uno stabile abbandonato.
Mi unisco ad alcuni alleati, facciamo indagini.
Nel corso della ricerca finiamo depistati da una falsa soffiata, nel covo di una vecchia conoscenza, divenuto contrabbandiere.
Alla fine troviamo lo stabile,  riesco a liberare la fanciulla. 
L'ex marito, catturato e smascherato, si pente tra le lacrime.

Inspiegabilmente viene accolto all'albergo, e si ritrova a vivere con tutti noi.
Continua a dare fastidio alla ragazza.
Ma è comunque il suo ex marito, non posso impedire che  parlino dei tempi andati.
Li vedo mentre ridono e scherzano, ma cerco di minimizzare l'accaduto.

La mattina dopo tutti siamo a colazione, un po' frettolosi perché la partenza dall'albergo è imminente.
Una delle mie tante attrici-false cugine mi accusa isterica di avere le scarpe sporche.
Io non ricordo affatto la cosa, ma lei insiste e dice che sono così sporche che ormai sono da buttare.
Le guardo e mi rendo conto che ha ragione lei... ma come posso fare? Non ne ho altre di ricambio.
Esco dall'albergo con l'intenzione di comprare una bottiglia d'acqua per lavarle come si deve.
Ma ho paura di allonanarmi troppo, e rinuncio a cercarla.
Mi metto invece a seguire una ragazza, frettolosa e sconosciuta.
Nel frattempo si è fatto davvero tardi, e sono costretto a tornare indietro.

Rientro, e trovo tutti impegnati a fare le valigie in giro per l'albergo.
Non ci sono neppure bottiglie d'acqua, tranne una sul tavolo.
Chiedo dell'acqua a uno degli attori che fa mio zio, lui mi indica una bottiglia nel freezer.
Sono attirato da questa, e sto per prenderla, perché è bella fresca.
Ignoro volutamente quella sul tavolo, che è a temperatura ambiente.
Lo "zio" mi costringe invece a prendere quella sul tavolo, perché sennò sarebbe uno spreco.
Io cerco un posto dove lavare indisturbato le scarpe, ma non lo trovo.

La mattina della partenza rivedo la ragazza e l'ex marito.
Si abbracciano felici e sorridenti, come in una specie di lieto fine.
Troppo tardi per impedirlo.
Emergo dal nascondiglio e cerco i suoi occhi, nella speranza che perlomeno mi saluti.
Lei alla fine si accorge della mia presenza, lanciandomi uno sguardo ridente e fuggitivo.
Sembra quello di un'attrice lontana, nel mezzo di un gran galà gremito di gente.
I due si allontanano e compare la scritta "the end".
postato da FiocoTram | 09/11/2009 06:25 | commenti (1)
sogni


mercoledì, 21 ottobre 2009
 

Dreams of the nursery: robbery

Torno a fare il tirocinante nella mia vecchia scuola elementare.
Ma stavolta non è facile come lo fu anni fa.
Non mi fanno entrare in nessuna classe e sono sprovvisto di documenti.
Alcune insegnanti amiche mi consigliano di aspettare.
Il preside della scuola  è un ometto antipatico.
Gli chiedo come fare per procurarmi il tesserino delle presenze, ma mi risponde sprezzante, senza aiutarmi.
_________

Pur essendo le sei di sera, la strada è scarsamente illuminata.
Mi trovo costretto a tenere gli occhi ben aperti per evitare di inciampare.
Vengo attratto dalla vecchia cartoleria in cui mi rifornivo ai tempi della scuola.
Prima di me ci sono due tizi, e aspetto il turno.
In negozio c'è soltanto un ragazzetto.
Cerca di servire i due clienti come meglio può.
Uno dei due chiede un panino, e il ragazzo glielo porta.
Prima di porgerglielo però non resiste alla tentazione di dargli un piccolo morso.
Poi sorride e chiede scusa.
I due tizi non sembrano arrabbiati, e prendono comunque  il panino. 
Anch'io cerco di non farci caso: il ragazzo mi fa un po' pena, appare un po' denutrito.
Mentre stanno per uscire dal negozio uno dei due si volta di scatto e urla: "questa è una rapina!".
Mi tuffo velocemente per bloccarlo.
Mi accorgo appena in tempo che l'altro sta tirando fuori una pistola.
Spara due colpi a vuoto, ma riesco a disarmarlo con un calcio.
_________


Inizia a piovere.
La strada che costeggia casa mia inizia a sciogliersi, sfaldarsi.
Finché diventa una sorta di fiume di pece impossibile da percorrere.
Alcune zone sparse però sono ancora solide.
Inizio a saltellare da una all'altra.
Cerco per raggiungere mia mamma e mia sorella, che si erano allontanate da casa incautamente.

__________

Viene disseppellita, per non so quale ragione, la salma di mia nonna.
Si scopre che è ancora viva.
Un caso molto raro di tardivo ritorno dalla morte, spiega il medico.
A me è dato il compito di spiegare questa cosa al resto del mondo.
Ma è difficile trovare le parole giuste.
Mia nonna si muove, parla.
Ma è come in una specie di trance, e non da retta a nessuno.
La porto a fare spese da un ortolano molto gentile.
Ma quando cerco di convincerla a dirmi quali verdure preferisce, ha una specie di crisi.
Chiedo scusa all'ortolano e la riporto a casa.
Poi esco fuori, per comprare le verdure da solo.
Prendo nota di ciò che devo serve ma la penna esplode e l'inchiostro mi macchia dappertutto.
E' mezzogiorno e c'è il sole, per cui le macchie si vedono tantissimo.
Vado presso una pompa di benzina, uso l'acqua dell'innaffiatoio per scioglierle bene.
Poi torno a casa. L'appartamento  in cui stiamo è al piano terra, che sembra simile all'ingresso di una videoteca.
Leggo la scritta "Europa" da qualche parte.
L'appartamento è illuminato.
La nonna è in bagno, cerca di lavarsi i denti, o la faccia.
Ma è incapace di completare l'azione, scossa da una specie di tremolio.
postato da FiocoTram | 21/10/2009 08:53 | commenti
sogni


sabato, 17 ottobre 2009
 

dreams of the nursery teeth 2


All'improvviso inizia a farmi male l'arcata dentaria superiore.
Prima mi cadono gli incisivi. Vado allo specchio per guardare meglio, ma il dolore è sempre più forte. Inizio a tastare gli altri denti. Sono doloranti, dondolanti, completamente marci. basta esercitare una lieve pressione per farli cadere, uno ad uno.
Inizio a pensare seriamente all'acquisto di una dentiera.
Quando però  finisco di staccarli tutti, scopro con sollievo che una nuova fila di denti sani è ricomparsa al posto di quella perduta.


postato da FiocoTram | 17/10/2009 20:30 | commenti
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martedì, 06 ottobre 2009
 

Dreams of the nursery Phone Troubles

Telefono a una ragazza che mi piace.

Mentre parliamo la realtà si trasforma, non siamo più al telefono.
Ci troviamo a letto, insieme, e iniziamo a fare l'amore.
A un certo punto la telefonata si interrompe, e quindi lei scompare.
La sensazione della sua pelle lascia il posto al senso di vuoto delle dita che annaspano nell'aria.
Quindi scendo in strada, nel tentativo di  trovare altro credito per la telefonata. Improvvisamente ricordo che mi trovo in una città straniera, per via di un viaggio.
Vago incerto per il centro storico.
Non ci sono negozi aperti, sembra Domenica.
Arrivo davanti a due hotel.
Provo a entrare in uno di essi, ma l'interno è tale e quale a un internet point.
Cerco di far funzionare uno dei computer presenti nelle varie postazioni.
Appena arrivo alla schermata di Google si trasforma in un quadro da videogioco anni Ottanta.
Cerco di ripristinare le impostazioni iniziali, ma allo schermo continuano a scorrere pixel colorati e giochini vari.
Rinuncio, e mi allontano dalla postazione, lasciando il campo libero a un gruppo di ragazzi che aspettava con ansia il turno per giocare.
Alla fine trovo il gestore del posto, gli chiedo se posso telefonare, ma dice che non può aiutarmi.
Allora tiro fuori delle banconote, e le scambio con altre, di taglio più piccolo.
Poi esco, e vado nell'altro albergo.
Il gestore è un signore dalla faccia simpatica, uguale a uno di quei comici televisivi che si esibiscono a Zelig.
Entriamo subito in confidenza, parliamo e gli spiego il mio problema, chiedendogli se può
vendermi una scheda telefonica, di quelle per le cabine in strada.

Lui dice di sì, per cui gli do una banconota da cinque euro.


La guarda, va un'attimo in un'altra stanza, poi torna con la faccia cattiva, arrabbiato, urlandomi contro che la banconota è falsa.
Io cerco di spiegargli che è stato l'altro albergatore a darmela, mentre cercavo di scambiare i soldi, ma non mi crede.
Mi accusa di essere un furfante, un falsario.
Poi  mi ordina di rimanere lì e va di nuovo nell'altra stanza.
Non riesco a vedere cosa fa di preciso.
A giudicare dai rumori di tastiera sembra che voglia cercare su un qualche database gli identikit dei ricercati, oppure diramare avvisi per polizia e carabinieri.
Dopo aver finito sembra soddisfatto, e mi caccia via.
Io non so che fare, vorrei ricominciare a parlare con la ragazza, ricontattarla per dirle che va tutto bene, che sono stato trattenuto e che vorrei fare l'amore con lei.
Però forse dovrei anche andare alla polizia, spiegare la mia versione dei fatti, discolparmi dalle dicerie che il tizio dell'albergo potrebbe aver diffuso su di me.
Vado in biblioteca, comincio a prendere e ammucchiare libri senza scopo preciso, finché la ragazza seduta al tavolo da studio vicino al mio riconosce nel mucchio uno dei testi che deve studiare per gli esami.
Cerca di attaccare bottone, ma non le do retta, perso nei miei pensieri.
Quando finalmente mi giro a guardarla la riconosco: è la cugina di un mio amico conosciuta qualche mese prima, a un concerto.
E' una persona gentile, per cui le racconto la mia brutta avventura, e le chiedo se può aiutarmi.
Lei mi porta a telefonare a casa sua, che è lì vicino.
Mentre parliamo mi spiega che è molto facile incappare in falsari nel quartiere dove
sono stato, perché è una zona malfamata.


Io mi guardo intorno e penso che il suo quartiere non sembra combinato meglio, è tenebroso e minaccioso.
Arrivati di fronte a casa sua, ci si presenta uno spettacolo inatteso: un tizio sta cercando di rubare il motorino della ragazza, parcheggiato vicino alla porta.
Lei trema e non sa cosa dire o fare.
Io corro verso il tizio prima che riesca a mettere in moto, afferro il manubrio del motorino e gli urlo di scendere e di andarsene.
Fa come dico, ma andandosene borbotta guardandomi in cagnesco.
La ragazza, silenziosa e addolorata, si riprende il motorino e lo va a sistemare, per cui non è il caso di chiederle più nulla.



Decido di quindi di andar via, per  incontrare tutti i miei parenti, che sembrano volersi riunire in una scuola, o in una biblioteca, di quella stessa città.
Nessuno è disposto ad aiutarmi nel mio tentativo di  comunicare con la ragazza, ognuno vaga libero nei paraggi, e sembra fare qualcos'altro di importante.
C'è mio padre, che in realtà ha la faccia del padre di un mio compagno.
Riceve parenti, i quali gli chiedono come sta, e lui risponde piangendo, senza entrare nell'argomento. 
Durante tutto questo viavai riesco a telefonare alla ragazza, lei è contenta di risentirmi, mi rassicura sul fatto che non c'è problema per l'interruzione della chiamata, mi tranquillizza con la sua voce dolce, e mi promette che ci rivedremo.
Poi arriva  un altro parente, che sembra Totò,  e mi sussurra frasi napoletane un po' paternaliste, mentre io mi siedo insieme con lui e con altri.
Siccome  si prendono un sacco, di spazio sono costretto a spostare sempre più indietro la sedia, fino a lasciare dei segni con lo schienale sul muro bianco.
postato da FiocoTram | 06/10/2009 17:54 | commenti (1)
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lunedì, 31 agosto 2009
 

Dreams of the Nursery Superman

Sto cadendo nel vuoto, ma davanti a me c'è Superman.

Provo quindi  l'improvviso desiderio di volare come fa lui. Inizio a realizzare che l'aria in fondo  non è altro che una sorta di mare non-solido. Per cui, muovendo le braccia in stile libero, riesco a fluttuare sospeso, senza cadere. Ma Superman è ancora lontano: muovendomi in quel modo riesco ad avanzare lentamente, spostandomi in avanti solo di qualche metro. E così decido di provare a fare delle ampie bracciate, stile farfalla. Ciò mi fornisce la spinta necessaria per volare ad una velocità decente.

Tornato dagli amici, inizio a vantarmi di questa mia capacità. Mi sento felice di aver appreso un'arte difficilissima come quella del volo, che solo pochi privilegiati conoscono. Quando però mi viene in mente di fare un altro volo di prova, per mostrarlo agli amici, un pensiero mi blocca improvvisamente.  Come diavolo fa Superman a lanciarsi in volo verso il cielo, partendo da terra? Nei fumetti, nei cartoni e nei film, di solito gli basta prendere la rincorsa,  saltare, e subito il suo corpo schizza come un missile verso le nuvole. A me invece non riesce. Ogni volta che provo a saltare mi sollevo soltanto di poco, e le braccia non bastano a mantenermi in aria.

Per cui penso: "E adesso come faccio? Mica posso buttarmi dalla finestra ogni volta che mi va di volare!".
postato da FiocoTram | 31/08/2009 22:37 | commenti
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