
Ecco una drammatica foto diffusa dai rapitori.
Sembra che il crudele e spietato processo di condizionamento psicologico per convertire Fiocotram ai colori stia procedendo per gradi. Infatti in questa immagine vediamo come si sia passati dal nero al bianco a righe, per abituare progressivamente alle tonalità più chiare. L'immagine è parecchio forte, per cui preghiamo i gentili utenti di non mostrarla ai bambini.
Gli occhi della vittima, la sua sofferenza, sono eloquenti.
(
Una digressione: guardate bene quegli occhi.
Fatto?
Bene.
Teneteli bene impressi nella memoria, ogni volta che andate a comprare del pesce al mercato.
Se ha quegli occhi lì, NON compratelo. Capito? Bravi bambini-
a cura del Corso di Economia Domestica, prossimamente su queste schermate )
Si evincono dall'immagine altri particolari, tra cui una strana macchia, di sicuro proveniente dalle dita della ragazzotta dell'internet point che si è gentilmente prestata a scannerizzare la foto, trattenendo malamente le risate. La povera ragazza era una di quelle tipe con la faccia magra, taglio di capelli con frangetta stile Motoko Kusanagi, e il collo molto lungo ( come vanno di moda adesso) ma, una volta ricevuta la foto, le sue guance si sono gonfiate come un pallone aereostatico. Per fortuna la sua professionalità sul lavoro le impediva di masticare snack o sorseggiare bevande, sennò sai che casino.
Inoltre, spicca la mancanza di orecchie.
E' evidente che i rapitori le hanno amputate al povero Fiocotram, forse per usarle come macabra contropartita di un riscatto, non si sa.
Il Papa ha pregato ieri e oggi per la vita del blogger, ma l'ufficio stampa del Vaticano ha dichiarato che domani non lo farà ( probabilmente impegnato nella celebrazione del Sacro Ferragosto).
In queste ore di angoscia, rivolgiamo un pensiero ai familiari del rapito, attualmente impegnati nell'acquisto di una poltrona con vibromassaggio incorporato.


Fiocotram cerca di riprodurre lo stile letterario di Isabella Santacroce.
" Guardo Charlotte.
Charlotte è un'amica di Sant' Agata di Justine, che però abitava due frazioni più in là, a Sant' Agata sopra Sant' Agata. Indossa solo un cappello rosa e due francobolli della Sierra Leone.
Justine bacia Charlotte, Charlotte bacia me, che bacio lo specchio.
Rimango di merda per quei suoi trentaquattro anni pieni di mollette per capelli Calvin Klein lei dice che Cesenatico le prende bene, che ce l'ha troppo dentro, che storia. La ospitiamo nel nostro garage. Ospitiamo tutti e di tutto. Una Salamandra che dice di venire da Giove, un televenditore di quadri in una tv locale di Stepford, un Senegalese che balla il liscio nudo nei centri per anziani. Nel cesso, Justine si fa le storie col suo nuovo english teacher.
Ieri Charlotte ha mangiato il suo gatto.
Ho scritto sullo specchio del bagno frase.
" Charlotta ha mangiato il suo gatto."
Provavo piacere nel mangiarle la faccia.
La guardavo di sbieco.
Desideravo colostomizzarla.
Si grattava le pulci, sentiva le urla dentro la testa. Ansimava, guardandosi le tette. Le tolsi il reggicalze, il reggiseno, il corpetto, lo scolapasta, le forbici, il pantografo per ingrandire. Dolcemente, poi con veemenza, la feci mia, due volte, in fila per sei, col resto di due. Ululava Charlotte martellandosi i calli. La ricoprii con cura di cartapesta. Nuda. Il naso e le orecchie intasati di cotton fioc. Strisciavano sinuose le sue curve sopra le bianche pareti della lavatrice.
Sopra la lavagnetta della cucina, era stata cancellata la scritta " Pranzo: carote bollite, merenda: gallette di riso, cena: sedano con sale e aceto. Col gesso rosa avevo scritto: " Charlotte ha mangiato il suo gatto " .