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lunedì, 09 novembre 2009
Mi ritrovo con la mia famiglia in un enorme albergo.
Apparentemente, siamo tutti lì per presenziare a un matrimonio.
Ma in realtà si tratta di un film che stiamo girando.
Abbiamo un copione da seguire scrupolosamente, altrimenti la storia va a monte.
Il mio ruolo è quello di essere fidanzato con una ragazza, ambita da tanti.
Entrambi sappiamo che è solo una recita, però lei mi piace realmente.
Una sera emerge dal passato della ragazza un ex marito.
E' il supercriminale perfetto: occhialuto, piccolo, basso, megalomane, brizzolato e coi baffetti.
Costui rapisce la ragazza e poi la rinchiude in uno stabile abbandonato.
Mi unisco ad alcuni alleati, facciamo indagini.
Nel corso della ricerca finiamo depistati da una falsa soffiata, nel covo di una vecchia conoscenza, divenuto contrabbandiere.
Alla fine troviamo lo stabile, riesco a liberare la fanciulla.
L'ex marito, catturato e smascherato, si pente tra le lacrime.
Inspiegabilmente viene accolto all'albergo, e si ritrova a vivere con tutti noi.
Continua a dare fastidio alla ragazza.
Ma è comunque il suo ex marito, non posso impedire che parlino dei tempi andati.
Li vedo mentre ridono e scherzano, ma cerco di minimizzare l'accaduto.
La mattina dopo tutti siamo a colazione, un po' frettolosi perché la partenza dall'albergo è imminente.
Una delle mie tante attrici-false cugine mi accusa isterica di avere le scarpe sporche.
Io non ricordo affatto la cosa, ma lei insiste e dice che sono così sporche che ormai sono da buttare.
Le guardo e mi rendo conto che ha ragione lei... ma come posso fare? Non ne ho altre di ricambio.
Esco dall'albergo con l'intenzione di comprare una bottiglia d'acqua per lavarle come si deve.
Ma ho paura di allonanarmi troppo, e rinuncio a cercarla.
Mi metto invece a seguire una ragazza, frettolosa e sconosciuta.
Nel frattempo si è fatto davvero tardi, e sono costretto a tornare indietro.
Rientro, e trovo tutti impegnati a fare le valigie in giro per l'albergo.
Non ci sono neppure bottiglie d'acqua, tranne una sul tavolo.
Chiedo dell'acqua a uno degli attori che fa mio zio, lui mi indica una bottiglia nel freezer.
Sono attirato da questa, e sto per prenderla, perché è bella fresca.
Ignoro volutamente quella sul tavolo, che è a temperatura ambiente.
Lo "zio" mi costringe invece a prendere quella sul tavolo, perché sennò sarebbe uno spreco.
Io cerco un posto dove lavare indisturbato le scarpe, ma non lo trovo.
La mattina della partenza rivedo la ragazza e l'ex marito.
Si abbracciano felici e sorridenti, come in una specie di lieto fine.
Troppo tardi per impedirlo.
Emergo dal nascondiglio e cerco i suoi occhi, nella speranza che perlomeno mi saluti.
Lei alla fine si accorge della mia presenza, lanciandomi uno sguardo ridente e fuggitivo.
Sembra quello di un'attrice lontana, nel mezzo di un gran galà gremito di gente.
I due si allontanano e compare la scritta "the end".
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