L'uomo che parlava con Dio | FiocoTram

   

Il meraviglioso blog dei refusi©

 

Chi sono:

Utente: FiocoTram
Nome: Macchinista Ferroviere

Rigurgito pensieri e disegni,
ma poi mi rifiuto di pulire per terra. Se siete qui per informarvi sulla mia vita o sapere come sto, cliccate su:
Vita Reale di Marco Foti.

Spaccano il culo ai piccioni:

Raviolo Ninja senza un piede
La Fatica di Myskin
Andrea Gadaldi
Coreingrapho
Harry Dice...
Riccardo Orioles
Paolo Attivissimo
Disordine
Roberto Recchioni
Canemucca
Gipi
Il Grande Inverno
Viadelporto
Micol B
danzacosmica
La commessa
Bento
PSICHEspiralidoso!
ConteNebbia
Elvezio Sciallis
Bucknasty
Uochi Tochi
Blu
Eriadan
Deco
Vecio della Montagna!
Lapis niger
Lapis niger-disegni
Saccardi's
Daniele Luttazzi
Lefty
Fumetti della gleba
Perry Bible Fellowship
Filippo Scozzari
Ausonia

Le cazzabubole che scrivo o disegno sono
protette da una
Licenza Creative Commons.
E sti cazzi?
Pure.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica.
Se mi apri in due come un giornale esce
solo roba rossa.

Se riesci a leggere fino a qui, sappi che tutto questo sarà sempre dedicato a te.

Tentativi falliti di Network Socializing

Marco Foti
Marco Foti
Crea il tuo badge

Stanza dei Bottoni

  • Powered by Splinder

Contatore

*loading* visite,
sulla cassa da morto
e una bottiglia di Rum!



mercoledì, 01 luglio 2009
 

L'uomo che parlava con Dio

Pensò che se quattro persone fanno una casa, cento persone fanno un quartiere, e quindi una pentola di pasta che bolle non basta più per tutti. Ci sono finestre che diffondono un profumo corposo e dolciastro, e finestre che puzzano di morte. Se cento persone fanno un quartiere, mille persone fanno un esercito, e allora ci sarà sempre un modo per mandarlo a combattere da qualche parte, in nome di chissà quale slogan . Per cui  iniziò a  concentrarsi, a sottrarre dalla sua mente, poco alla volta, l'idea che aveva degli uomini. L'amore ci salverà, dicevano i cantanti... e poi ti portavano via la fidanzata, la sorella, e forse pure la mamma. Poi c'era l'amore di Dio. "Dammi un uomo e una donna, e avrai una famiglia. Dammi un uomo completamente solo, e avrai un santo". Le canzoni religiose assomigliano a quelle d'amore. Entrambe nascono davanti alla finestra, davanti alla Luna e alle stelle. Raramente in compagnia di qualcuno. Camminando e pensando a queste cose, giunse nei pressi di una grotta. Ogni volta che congiungeva le mani e parlava con Dio, la grotta deglutiva. La gola di roccia e buio lo faceva scivolare sempre più. Ogni volta che parlava con Dio, voltava le spalle al villaggio, all'incerta possibilità di  incamminarsi e vagare nei boschi fino all'alba, spaventato dalle voci degli animali e dei fantasmi, fino all'alba. E poi, in piedi di fronte a una quercia, avrebbe incontrato un boscaiolo. L'avrebbe aiutato a trasportare la legna fino alla capanna. Ci sarebbe stato latte caldo e un pezzo di pane e burro per colazione.
Voltò le spalle a tutto questo, e cominciò invece a parlare con Dio.
Gli angeli vagavano come avvoltoi intorno alla sua testa.


Passarono le stagioni. Le sue ossa vennero ritrovate, conficcate nel cuore di pietra della grotta.
Lo chiamarono "il santo". Presero le ossa come una benedizione, le portarono al villaggio, la gente cominciò a sentirsi bene. A guarire. A innamorarsi.
 Adesso che c'erano le ossa del santo a proteggere il villaggio, tutti si sentivano felici, pieni di speranza.

Organizzarono una grande festa, la prima dopo svariati anni.
La notte delle celebrazioni i fuochi d'artificio infiammarono coi loro disegni fioriti il cielo.
Le preghiere salirono alle stelle, fino a dissolversi nello spazio.