L'EROE e L'ERRANTE

All'Inizio di tutte le Storie abitava un Eroe.
Egli trascorreva le giornate scorazzando lungo sentieri verde smeraldo,in mezzo a vasti giardini di miele e spezie,giocando assieme alla sua Ombra indossando elmi di carta o rincorrendo le Frasi svolazzanti.Quando entrambi erano troppo stanchi,si distendevano a riposare fra le fronde del Tempo,ascoltando le mille storie che il Ruscello portava loro in regalo.
L'Eroe era felice,perche' non conosceva il nome delle cose,e se ne avesse persa qualcuna,non l'avrebbe di sicuro cercata,poiche' mai avrebbe saputo di possederla.
Un brutto giorno pero' la sua Ombra parti' di buon mattino e se ne ando' da sola a giocare nel Paese delle Lanterne.L'Eroe,che stava ancora dormendo, si accorse della sua mancanza nel momento stesso in cui usci' di casa,poiche' d'improvviso inizio' a sentire un gran freddo,nonostante la grossa coperta d'Orco in cui era avvolto.Continuo' a sentire freddo per tutto il giorno,e invano tento di coprirsi con sciarpe di lana fatate o larghe foglie.
Venne la sera,e l'Ombra finalmente torno'.Come di consueto,corse all'Inizio di Tutte le Storie per abbracciare il suo amico,ma non appena entro' nella casupola dell'Eroe,lo trovo' rannicchiato e tremolante sotto le coperte,con gli occhi aperti come un gufo.Dopo aver osservato in silenzio per un po' l'Ombra,egli parlo',ma la sua voce aveva un suono diverso dal solito,stridulo e fastidioso:
"Te ne sei andata a giocare da sola,senza dire niente a me,il tuo padrone!"
"Ma perche' dici questo?Ho solo percorso qualche miglio,giocando con le fate.Ti ho persino portato dei Fiori di Stella,per mangiarli assieme."replico' turbata l'Ombra.
"Non posso piu' mangiarli.Solo osservare il loro luccichio mi da' la nausea!Vattene via,portali con te!"
"Rifiuti i miei doni,e mi accogli come un'estranea.Lungo la strada del ritorno,mandavo avanti gli usignoli,perche' potessero cantarti le canzoni che componevo per te lungo il cammino.Mi son specchiata nella Luna,ma non ho visto nulla,nonostante col mio sguardo non facessi che cercarti,nel cielo.Non mi sono ALLONTANATA da te.Anzi,per quanta strada facessi, il solo pensarti mi riscaldava.Ma ora mi accorgo che stai iniziando a separarti da me.
Me ne andro' quindi a Est,tra le Nebbie,e non mi vedrai piu'."
Dopo aver pronunziato con calma queste parole,l'Ombra si spense,come una candela.
L'enorme coperta d'Orco si tramuto in buio,che avvolse completamente la stanza in cui si trovava l'Eroe.
Nel silenzio,si udiva solo il suono delle sue lacrime che sgorgavano dalle guance.
"Ombra..." sussurro' come un debole richiamo.Ma quando quel richiamo per l'ennesima volta si volse al nulla,egli conobbe per la prima volta un NOME.
Quel nome era DOLORE.
Per la prima volta l'Eroe conobbe il senso spietato della PERDITA.
Fu cosi' che l'Eroe divenne l'Errante.Si uni'ai pellegrinaggi senza fine delle creature che,come lui,avevano perso qualcosa e che vagavano da cosi' tanto tempo da non sapere piu' cosa stessero cercando.
Nella felicita' senza fine che stava all'Inizio di tutte le storie,ricordava l'Errante,non si era mai avuto bisogno di quella cosa chiamata ''Tempo''.C'era solo la vaga sensazione di un'eterno bellissimo attimo,quasi come se un potente mago lo avesse catturato e incollato al cielo per sempre.Invece quando si e' soli l'Eternita' si muta in dannazione,e l'Errante capi' subito come alleviare un po' della sua pena scandendo l'eterno in tante piccole unita',illudendosi di camminare verso qualcosa,invece di girare intorno al nulla.E cosi' i minuti divennero ore,le ore giorni,i giorni mesi,e trascorsero come il fluire di un fiume i secoli.Ogni secondo scandito portava con se'rughe profonde come ferite,la pelle raggrinzita e una barba sempre piu' folta e grigia,che copri' i lineamenti che un tempo erano cosi' chiari e puliti da distinguersi appena nella luce del mattino.Al posto del principesco vestito di rubini e ornato dalle mille rose raccolte nelle allegre gite al Ruscello,vi erano ora abiti logori e sudici che raccontavano storie di lunghi,scomodi e solitari viaggi.
L'Inizio di tutte le storie inizio' a germogliare in migliaia di racconti,che si unirono e intrecciarono in una grande rete.L'Errante inizio' a percorrere questa grande rete,e nel suo cammino visito' paesi abitati da gnomi vecchi di secoli,incontro' re potenti e superbi,conquisto' principesse e uccise giganteschi e terrificanti draghi.Ma ogni volta che la sua spada calava pesante su orribili e malvagie creature,esse gli donavano un ultimo sguardo,e ogni volta egli esitava,poiche' in quel fugace sguardo vedeva con paura se' stesso.
Non incontro' mai piu' la sua Ombra,perche' il Tempo aveva lasciato solo il fugace fantasma di una felicita' lontana.
Un giorno senti' dire durante i suoi viaggi che gli Eroi seguono solo i loro sogni.
Ma questo non gli interessava.Lui era l'Errante,e per l' Errante c'era solo la Strada.

Frugo nel vassoio delle caramelle.Ne pesco una alla menta, di quelle con dentro i bigliettini che predicono il futuro.Srotolo il bigliettino e lo leggo.
“Domani ti succedera' qualcosa di brutto.Verrai ucciso in maniera cruenta.Il tuo cadavere finira' in acqua,si gonfiera' e risalira' in superficie.La tua faccia finira' in uno di quei siti che pubblicano foto di gente morta in modi violenti.
Ricordati di non mangiare cibi pesanti.
Periodo poco propizio per i progetti a lunga scadenza.”
Metto su un cd ,siedo sulla scrivania e con estrema calma inizio a estrarre il mio cuore dal petto,con l'aiuto di un coltello.
Le note di “Carolyn's Fingers” iniziano a diffondersi per tutta la stanza.
“La cantante dei Cocteau Twins ha la voce di una sirena che sembra volermi cullare in aria.
Inizio a sollevarmi da terra.
Mi diverto a volteggiare sopra la stanza,con in mano il mio cuore che gocciola dappertutto .
“Cosa fai lassu'?Scendi!”Eccola arrivare,piu' bella che mai,con quel sorriso che fa male .
Il sangue e' ovunque,sui muri,sui suoi vestiti,e per fortuna non sembra arrabbiata,ma divertita.
“Disegna una finestra sul muro,aprila e volero' via.”le dico socchiudendo gli occhi.
“Non so disegnare”Dice imbronciata.
Scendo lentamente per terra.
“Ti devo dire una cosa.Ieri sera,quando eravamo a letto assieme,e tu ti eri appena addormentata,io non riuscivo a prendere sonno.Non so come mi sia venuto in mente,ma ho guardato sotto il letto.
Ho trovato una scatola nera.L'ho aperta e dentro c'erano tanti piccoli cuori imbalsamati.La cosa strana e' che potevi sentirli battere ancora,se avvicinavi le orecchie...o forse era solo una mia suggestione”
Mi guarda seria.”Non erano questi i patti.Non ti ho detto di girare per casa,frugare nelle mie cose...farmi avvertire in questo modo la tua presenza.Sono stata IO a sognarti,tu non sei vero,e dovresti obbedirmi,dannazione,invece di fare di testa tua.”
“Sei stata tu a sognarmi,e' vero.Mi hai sognato dopo avermi ucciso.”le dico calmo.
“Non erano questi i patti.”Continua a ripetere.”Non voglio sentire i tuoi passi dentro la mia testa...non voglio le tracce del tuo odore sulla mia pelle...mi farai ricordare...”
“Che cosa?”
“Mi farai ricordare che IO...non so amare.”Inizia a piangere,accasciandosi in un angolo.
Mi avvicino al mio cadavere,seduto sulla scrivania.Lascio che il cuore cada per terra,come e' giusto che sia,perche' un fantasma non puo' avere le mani.
“Lo metterai nella scatola nera?”Chiedo.
Solleva la testa e mi sorride debolmente.”No.Dentro la scatola metto solo i ricordi piu' importanti,tu sei stato solo un'avventura.”
Dopo aver sentito cio' che mi interessava,inizio a svanire del tutto,come si conviene a tutti i fantasmi che sono incapaci di fare paura.
Lei si alza,si asciuga gli occhi, e va in cucina a farsi un caffe'.Ha ancora la stanza da pulire,e fra pochi minuti sara' l'alba.
Raccoglie la sua preziosa scatola e la accarezza piano.
“Sono sicura...che il prossimo uomo sara' quello giusto.”Dice fra se' sorridendo.
Quel sorriso da gattina imbarazzata,su cui si posano i primi raggi del mattino.
Il suo sorriso piu' bello,che nessuno ha ancora visto,nonostante a volte qualcuno si illuda di conoscerlo alla perfezione.

Sono entrato in punta di piedi,ho attraversato la porticella in legno e mi sono ritrovato in un giardino di luce.
Da uno dei rami piu' lunghi degli alberi dorati,pendeva un sorriso enigmatico ma gentile.
Dietro il sorriso,una pergamena inizio' a srotolarsi mostrando un ricordo sopito...
*********Una domenica mattina,piena di strani sapori.
"Sei grande" mi diceva lo specchio,
ma nel riflesso vedevo solo i miei brufoli i capelli troppo a spazzola e la maglietta dei Metallica.
Eppure,fosti tu la prima a salutare,quando misi la bicicletta accanto al muretto dov'eri seduta
Iniziammo,io ,tu e l'amico che era con me quel giorno,
una piccola chiaccherata fatta di parole inutili che si sommavano nell'aria.
Ma non erano le parole a contare,questa fu la prima cosa che capii.
Era il corpo che nel frattempo si muoveva secondo linguaggi sconosciuti
Energia magnetica.
Quella che mi spingeva contro di te.
Quella che non mi faceva piu' vedere il mio amico che si allontanava e tornava a casa
mentre io e te rimanevamo vicini,stretti,a ridere.
Non sappiamo mai perche' ci scegliete,ma sappiamo che siete voi a sceglierci.
Forse in quel momento i miei occhi erano cio' di cui tu avevi bisogno...o forse ero solo io ad aver bisogno di te,e come diceva Sclavi,"la piu' furba eri tu."
I baci.
Di solito sono il momento che preferisco,per colpa della mia attitudine di eterno liceale.
Mi piace annegarci dentro.*************************************
Riavvolgo la pergamena.
Non e' questo il ricordo che ero venuto fin qui a cercare.E' bello,forse piu' confuso e pieno di emozioni contrastati che bello,ma possiede una sua certa ingenua grazia.
Mi allontano verso un cespuglio che brucia spargendo polvere di stelle.
Non ho paura delle fiamme e inizio a frugarci dentro,finche' trovo cio' che cercavo.
La tua immagine piu' cara,quella mi e' rimasta irrimediabilmente dentro.,si consuma senza bruciare tra le fiamme eterne.
Quella tua vecchia foto,col volto paffuto,i capelli piu' corti e quel sorriso furbetto.
Echi di un tempo lontano,a cui avrei tanto voluto appartenere.
Mi siedo.
Attorno a me,la vegetazione e' lambita da fiamme che non consumano nulla,e l'aria risplende cosi' tanto che potresti specchiarti dentro.Ogni singolo fiore,foglia,filo d'erba e' piu' lumionoso di mille stelle.
Vorrei tanto rimanere qui e bruciare anch'io.
Rifletto.Dietro di me c'e' una strada fatta di parole,frasi,storie vissute con piu' intensita' delle stessa realta' .
Ho tessuto trame di segni e disegni.
Ho iniziato mille opere monumentali, tanto colossali che le leggende le attribuiscono a giganti misteriosi.
Un giorno. scrivero' una canzone.
Una canzone tanto bella da fare arrivare i cuori fino al cielo,e oltre...dentro mondi mai sognati.
Tutto il mondo sentira' questa canzone...e io mi sollevero' in aria cantando ed esplodendo in volo,in mille schegge di luce.
Eppure,perdonatemi per questa debole confidenza, l'unica cosa che vorrei e' rivederla solo un'altra volta.
Ma e' impossibile,a quest'ora del giorno.
Dovrei prima riaddormentarmi,e imparare di nuovo a sognare.
Stasera a Bologna nevica.
Assaggio il bacio della Regina delle Nevi...

Quasi sera
un piccolo regalo dal cielo
un manto di neve leggera
per ricoprire ricordi
per farli morire dolcemente
ho voglia,ho voglia
di una birra scura
(ma col cazzo che esco)
"Caro papa'..."
cominciava cosi' una lettera
mai spedita
Te la ricordi papa'
quel'unica sera che passammo assieme?
La tua ultima sera,papa'
e una lacrima ti rigava le guance
cosa volevi dirmi?
una sera tornerai a trovarmi
in uno dei miei sogni
e me lo spegherai?
C'era il corridoio illuminato
e un'infermiere distratto che pensava ai cavoli suoi
la serata piu' merdosa della mia vita
e per lui era solo un'altro fottuto noioso giorno di lavoro
tanto silenzio
c'era mio cugino,il piu' anziano della famiglia
subito prima di me
che stava in un angolo e scuoteva la testa
forse pensava a quando lo tenevi sulle ginocchia
(mi avevano raccontato che da piccolino era un po' geloso di me
quando sono nato)
non sapevo che fare
non sapevo che avrei fatto dopo
e pensavo
a mia sorella,accucciata nel letto
sveglia e silenziosa
con la testa tuffata dentro il cuscino
e io mi immaginavo di tornare a casa
senza sapere cosa dirle
Io pero' sono stato forte
ti ho stretto la mani fino all'ultimo momento
poi mi hanno portato via perche ero stanco
scusa
...
C'era lei
e la sentivo piangere
c'era lei
e non riuscivo a pensare
che sarebbe stata sola come me
quando anche il suo papa' se ne sarebbe andato
e allora
quante telefonate
e serate in chat
non volevo che rimanesse sola anche lei
e le facevo compagnia
e facendole compagnia
ricordavo
ma io ero piu' forte
e lei non doveva rimanere sola
come mi ero sentito io,di notte
al buio
in quell'ospedale
e cosi'
la facevo ridere
le chiesi
se voleva diventare la mia nuova sorellina
poi quando lui se ne ando' per sempre nemmeno io sapevo cosa dire
ma potevo solo volerle bene
avevo un po' paura
ma le volevo bene
e poi
quella sera
le luci,il vino...
...quello stupido bacio
le chiesi scusa
dissi che non importava
che non mi importava niente
che potevamo superare la cosa
che ero stato stupido
ma che a lei ci tenevo
non volevo rovinare la nostra amicizia
e poi lei...
...mi aveva visto piangere
le avevo aperto il mio cuore
non volevo che andasse via
non volevo rovinare tutto
Le diedi il mio ciondolo
"tornero' a riprenderlo"le dissi
ma non la rividi mai piu'
aveva gia' deciso quella sera
di scappare da me
di scappare da chissa' quante altre cose
a nulla valsero
i miei disegni le mie poesie
la mia voglia di aggiustare le cose
L'ho reincontrata di recente
il suo sguardo freddo
la sua voglai di non essere li'
il suo sorriso di circostanza
la sua crudele determinazione
a lasciarmi senza spiegazioni
come un frammento che penetra
dentro un pezzo della mia vita
portandomi via
quante serate alla luce della luna
sentendomi orrendo
come quei mostri che devono espiare
una colpa che non conoscono
Ho voltato pagina
a fatica,ho voltato pagina
un fine settimana come tanti
un breve incontro con un'amica
di vecchia data
una giornata piacevole
la voglia di continuare a vivere
e all'improvviso
la magia
non cerchero' nemmeno di descrivere
quel momento speciale
in cui capisci che la persona vicino a te
e' l'unico sogno a cui vuoi credere
i nostri sguardi si incrociano
e io capisco che davanti a me
c'e' la piu' bella donna che avessi mai visto
togliendole gli occhiali
il suo sguardo
sembrava un bagno di luce
L'ho baciata
l'ho stretta forte al mio petto
ho iniziato a credere
che se avessi lottato
che se i miei sogni fossero stati abbastanza intensi
lei sarebbe stata mia
ma lei
non e' mai stata mia
ci eravamo solo illusi
a vicenda
di annegare i nostri reciproci dolori
creando un sogno fragile
Ok
Stop
la tua telefonata
la tua voce cosi' chiara
e decisa
che cancellava in un istante le ultime settimane passate assieme
pochi giorni dopo ero di nuovo da te
come se niente fosse
per consolarti del tuo periodo nero
Hai mai capito cosa volevo comunicarti?
Ci hai mai provato?
"Sei stata importante,ti ho amata sul serio.e ora vorrei conservare la tua amicizia"
era questo che volevo dirti
E tu
mi promettesti che non saresti scappata
che non te ne saresti andata anche tu
promesse
parole
bugie
Il mio regalo
ci impiegai due giorni a sceglierlo
volevo lasciarti qualcosa di importante
un ricordo che testimoniasse
cio' che eri stata per me
sono passati due mesi
e' ancora qui,a fissarmi sulla scrivania
Non ci siamo piu' rivisti
non ti ho chiamata per settimane
e quando mi son fatto sentire
hai risposto annoiata
arrabbiata
come se per te
non esistessi
E' questa la persona che mi accarezzava?
La persona che ascoltava le mie storie?
La persona che si addormentava con la mia voce?
La persona
che ho accarezzato
dolcemente
sulla guancia
con una rosa?
"Tu sei capace di tirare fuori solo il peggio di me"
"Io non ti ho mai sopportato"
resto immobile
assorbendo dalle TUE parole
la voglia di ferire
sentendoti parlare con una voce che non conosco
ti sento lontana
ti sento desiderosa di annegare la mia immagine
dentro gli specchi del presente
che riflettono solo cio' che TU vuoi
Non ti riconosco piu'
Non riconosco piu' la persona
che non voleva dirmi addio
che voleva
custodire
i nostri ricordi
No
non stai parlando di me
stai parlando di un'altra persona
di un'altra vita
di una realta' parallela
in cui non ho mai avuto ruoli
vMi sono tenuto alla larga dalla tua liberta'
ho cercato di essere gentile,nelle rare volte in cui ci sentivamo
mi sono messo da parte
Ho cercato di rispettare i TUOI sogni
Dirti addio
in un modo cosi' schifoso
mi sembra come una coltellata
che si accanisce su ferite gia' sanguinanti
E' questo cio' che vuoi essere?
Hai deciso di diventare cattiva
per difenderti da cosa?
io ti ho sempre trattata come una persona adulta
una sola cosa ti ho chiesto
affrontare le TUE scelte
senza scappare
ma sei scappata,come al solito
la mia vita
e' un'infinita galleria
di fantasmi che scappano
cosa ti chiedevo in fondo?
un "arrivederci" e un sorriso
cosa mi hai dato?
parole pesanti come pietre
e silenzio ancora piu' pesante
La neve ha ricoperto tutto ormai
Mi fermo davanti al fuoco
se smette di cadere
vado a farmi una birra scura
come una notte senza stelle
come un pensiero color caffe'
e poi
mi addormentero'
sognando solo quel che mi piace
se smette di far freddo
sognando solo quel che mi piace
*********************************
"Ed ho le mie ragioni/ma non le so spiegare/forse non sono chiare /o forse non convincono nemmeno me/
Ma che cos'e' l'amore?/Ma che cos'e' il dolore?/Disordine mentale/ma speciale/che comunque
finira'.../
Io sono Gioia Nera
(non pensare piu' a me,non pensare piu' a me)
Io sono Gioia Nera
(non pensare piu' a me,non pensare piu' a me)
Io sono Gioia Nera"
(Prozac +,"Gioia Nera")
*********************************************************
Ho deciso di condividere con tutti voi una delle basi della mia filosofia personale...appresa durante una rinfrancante seduta d'ascolto di un popolare programma radiofonico ricco di vibrazioni positive per il mio karma.
(Nella foto,i guru della succitata trasmissione,ai quali va la mia eterna contemplazione)
Leggete lentamente e assorbite il contenuto di queste sagge massime nella vostra interiorita'.
Goditi potere e bellezza delle tue ginocchia!
Non ci pensare!
Il potere delle tue ginocchia tu lo capirai solo una volta appassite,
ma, credimi, tra ottant'anni guarderai quelle tue vecchie foto,
e in un modo che non puoi immaginare adesso:
quante possibilità avevi, di fronte...
e che aspetto grasso, avevi...
non eri per niente magnifico come ti sembrava!
Non preoccuparti del chewingum.
Oppure preoccupati,
ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente ...
alle 24 di un pigro martedì pomeriggio!
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato:
lavati i denti (anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno).
Tratta bene la gente che è crudele col cuore degli altri.
Non essere crudele con la gente che è crudele col tuo.
Tratta bene la gente che è crudele con la gente che è crudele cogli altri
... col tuo.
Se ci riesci veramente... dimmi come si fa!
Non perdere tempo col calcio:
a volte sei in testa,
a volte resti indietro,
a volte resti indiesta,
a volte sei tetro...
Ricorda gli insulti che ricevi,
scordati i complimenti.
Conserva tutti i vecchi estratti-conto.
Butta tutte le lettere d'amore.
Tanta, balla, rilassati!
Palla, rilalla, BANN!
Rilann! Tassati! BASSATI!
Sentiti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita:
le persone più interessanti che conosco a due anni non sapevano che fare della loro vita,
e dei quarantenni più interessanti che conosco...
sii gentile coi quarantenni più interessanti che conosco:
quando saranno partiti ti mancheranno.
Forse no.
Forse.
O forse no.
Forse divorzierai a settantacinque anni.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso.
Ma non rimproverarti neanche.
Non congratularti neanche.
Ma non rimproverarti troppo te stesso:
le tue scelte sono scommesse!
Le tue scesse sono scommelte!
Le tue ascelle sono come quelle di chiunque altro!
Perché più diventi giovane più hai bisogno dei quarantenni più interessanti che conosco.
Goditi il chewingum!
USALO in tutti i modi che puoi!
Senza paura,
e senza temere quel che pensa la gente:
è il più grande strumento che potrai mai avere!
Leggi le riviste di bellezza:
sono il miglior legame con il passato,
e quelle che più probabilmente avranno cura di te in futuro!
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
sennò quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne!
Tratta bene i tuoi fratelli,
ti faranno sentire orrendo!
Renditi conto che gli amici rimarranno,
ma alcuni, i più preziosi,
vanno e vengono!
Vivi a New Yornia, per un po',
ma lasciala prima che ti rammorisca!
Vivi anche in Califork, per un po',
ma lasciala prima che ti indemolisca!
Non fare pasticci coi capelli,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre!
Sii cauto nell'accettare conigli, ma...
sii paziente con chi li dispensa:
i conigli sono una forma di nostalgia,
dispensarli è un modo di ripescare il coniglio dal dimenticatoio,
ripulirlo,
passare un chewingum sulle parti più brutte,
e riciclarlo per più di quel che valga!
Ma accetta il coniglio... per questa volta!
EGOISTA HO VISTO SOLO QUEL TIEPIDO CALORE MENTRE TU MORIVI DENTRO CONSUMATA DAI TUOI FANTASMI ERI VICINA EPPUR DISTANTE E QUANDO TI FACEVI SCONSTANTE NON CAPIVO NON SAPEVO NON PENSAVO A NULLA CHE A ME STESSO E AL MIO TIMIDO APPROCCIARMI AL TUO CORPO CON LA FRETTA DI UN BIMBO IMPACCIATO E I TUOI SORRISI ORA CAPISCO CHE ERANO DA MAMMA E CIO' E' SBAGLIATO
ORA C'E' UN BUCO LARGO COME IL CIELO COPERTO DA UN VELO DI SCHIZZI DI LACRIME ROSSE PERCHE' VORREI CERCARTI RITROVARTI GUARDARTI MA
A
A
A
A
PIANTO LACRIMA
rAN
tO
LO
sssssssssssssssssssssssssoffo
CAre
DENTRO DI ME LA LUNA CHE RIDE
CHE RIDE
E IL GUFO VOLA ALTO
DENTRO IL FOGLIO
*******************************
Bianco raggio di luna.
Le mie invocazioni notturne nascono dal sorriso ingenuo di sogni da bambino che crede nel conforto del suo sonno.
Ma i pensieri del presente scacceranno via le nenie dell'infanzia.
Peter Pan e' una stupida cazzata,il mondo riesce sempre a lusingarti e avvincerti nelle sue spire impure.
A volte mi sfioro una guancia con tenerezza...la tenerezza che mi illudevo tu avessi per me.Mi sono stretto nel tuo abbraccio,abbandonando totalmente il mio corpo,e se ci ripenso adesso non mi sento piu' in colpa.
Prima,i rimorsi vincevano le mie notti.Avrei dovuto essere piu' forte,mi dicevo.Piu' protettivo.
Presente,lo sono sempre stato.
Forse era solo questo che ti disturbava.
Avrei dovuto accorgermene molto prima.
Ho indossato molte maschere nella mia vita.
Con te non ne ho avuta mai nessuna.Questo,perlomeno,avresti dovuto riconoscermelo.
Adesso che l'amara certezza che non tornerai mai piu' e' incisa a fuoco nella mia pelle,la pelle nella quale fino a poco tempo prima avvertivo ancora residui del tuo dolce odore,mi appoggio a un muro anonimo e la mia voce fa viaggiare nell'aria un canto sussurrato.
Le parole escono fuori da se',spontaneamente.
Uno di quei momenti per te e solo per te,che ti sembrerebbe ridicolo il giorno dopo.
Mi chiedo cosa sia l'amore.La dolce vertigine che avvertivo quando mi sentivo sollevare da terra solamente sentendo la tua voce,gli atti confusi e frenetici,gli sbagli,le cazzate,le frasi che non avrei voluto dire,e quel perenne stato di sbadataggine,di distrazione che avvertivo stando con te...era veramente amore?
Se cosi' fosse,allora uno di noi due si e' sbagliato...e credo,con assoluta certezza,che quel qualcuno sono io.
Ho annaffiato per troppo tempo una pianta sterile,un sogno mai sognato.
Chiudo il sipario per l'ennesima volta,quasi avessi bisogno di convincermene,giorno per giorno.
Pero' cazzo...ti volevo bene.
A chi lo diro' adesso?Non certo a te,che non sai che fartene.
E allora che faro'?
Scrivero' una canzone.
Domani.
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Ieri sera mi struggevo di malinconia per la sorte dei racconti iniziati e mai finiti.E' ingiusto che uno scriva un racconto e poi non lo finisca.
Beh,io tempo fa feci la stessa cosa,e siccome mi piange il cuore per la sorte di questa storia che mai conoscera' sviluppi,gli rendo un timido omaggio sbattendolo qui con tutto il resto.
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Il cavaliere dall'asse argentata.
(Omaggio a Stan Lee e John Buscema)
Le nuvole non sono una prigione.
Ogni porzione di questo specchio grigio e' un paesaggio in perenne mutamento.
Vorrei riuscire a crederci.
Ci sono lacrime invisibili che attraversano la mia pelle d'argento,e ogni volta che inizio a piangere sono troppo ad alta quota perche' qualunque fantasma,per quanto tangibile sia,possa raggiungermi.
Cosa sono per questi esseri?Un dio?Un angelo?O forse solo un messagero di morte?
Potrei divertirmi a impersonare una sorta di demonio apocalittico,solcare le loro arroganti citta' sopra la mia asse argentata e lambire con le mie fiammate energetiche ogni singola forma di vita,risparmiando solo uno sparuto gruppo di vermi striscianti e adoranti.
Avrei tutto cio' che si puo' desiderare...ma non riavrei di certo Lei.
Chissa' cosa sta facendo?La immagino a ricostruirsi giorno per giorno una vita...immagino le sue risate,l'incontro con un'altro uomo dal sorriso pulito e gli occhi profondi,e d'improvviso inizio ad odiarmi,e a odiarli,e vorrei morire dopo averli uccisi entrambi,godendomi i loro ultimi rantoli.
Mi faccio schifo.Sarebbe questa la purezza dell'amore?L'ideale perfetto?
Troppe stelle ho visto,troppi genocidi mi hanno visto complice per non vedere quanto siano ipocrite le magniloquenti definizioni inventate dall'uomo.Esiste solo la sopravvivenza.
La vita e' anomalia,caos...la morte e' ordine.
La morte e' nutrimento,cibo.Il mio padrone,la Divinita' silenziosa che dorme nella grande astronave,pur non avendomi mai degnato di una sola parola,prova per me un sentimento di graitudine ogni volta che Gli procaccio nuovi pianeti della cui linfa cosmica nutrirsi.Sazio e riconoscente,osserva i miei volteggi sulle ceneri dei pianeti distrutti e il suo sguardo e' compiaciuto...orgoglioso.
Gia' in fin dei conti e' stato lui a (ri)crearmi.Quando stava per nutrirsi del mio pianeta,mi offrii di diventare suo servo,di cercare per l'eternita' altri pianeti ove saziare la sua fame.
Lo feci per Lei,senza esitazione,dopo averla per un'attimo guardata negli occhi.Quegli occhi che dovevano assolutamente continuare a brillare.
Poi ricordo solo una luce calda e avvolgente,e il mio cuore aprirsi come un fiore,un fiore che abbracciava le stelle e il creato intero.
Prima di rendermene conto,iniziai a sfrecciare sulla mia asse...
Il potere del mio Padrone mi aveva modellato a Sua immagine.Un'immagine che adoravo,che mi faceva sentire nuovo,completo...ma che non allontanava il dolce ricordo di Lei.Pensai allora che volando sempre piu' lontano l'avrei dimenticata.
Ma non fu cosi'.Mi basto' giungere sulla Terra per capire cosa ero diventato...uno stupido burattino,un congegno di morte.
In un'ultimo impeto di sdegno,salvai la Terra come un tempo salvai il mio pianeta.
Adesso mi trovo qui,prigioniero,poiche' il mio padrone mi vieta di oltrepassare i cieli terrestri.
Ma sono davvero cosi' prigioniero?
Lassu',nell'immensita' di quegli spazi ero davvero libero?
(INCOMPLETO-E questo e' tutto gente...)

Non mi ami.
Il mio abbraccio incontra fantasmi sfumati,dal sapore acre come fumo.
Ho incontrato un coppiere,immerso nelle ombre,intento a mescere pozione nera.Ho bevuto a grandi sorsi le sue promesse d'ebano,mentre attorno a me si consumavano vite da polaroid.
Chissenefrega.
Stasera mi sento felice,perche' l'euforia e' il delirio artificiale di una bugia raccontata bene.
Mi sento felice perche' ti ho parlato.
Perche' siamo riusciti a dare un finale degno a questa pantomima.
Perche,chiamami stupido,se ti pare,ho sentito la tua voce ridere.
Ed e' stato come sentire in me nettare e ambrosia mescolarsi in una sinfonia divina.
Vattene dove ti pare.
Vola via.
Sii felice.
Voglio osservarti come si osserva il sole nel cielo,e tu devi brillare forte,capito?
Piu' forte di qualunque altra luce.
Quanto a me...se riesco a ritrovarmi a correre e gridare nella notte a squarciagola come un bimbo,vuol dire che sono capace di sognare ancora,seppure in modo diverso.
Poi forse domani ci ripenso...ma il giorno e' appena iniziato,ed ho solo voglia di ridere.
Qualcuno pensera' leggendomi che non faccio altro che andare al cinema.Non e' lontano dal vero.
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OPINIONE SUL FILM "FINDING NEVERLAND"

"Ti lascio perche' non hai mai avuto abbastanza fantasia" quanto ho sognato di dire questa frase a tutte le ragazze che mi hanno piantato con la scusa che non ero abbastanza cinico e concreto.
Basta questo a farvi capire la mia totale identificazione col Barrie interpretato magistralmente da Johnny Depp
"Neverland" e' uno di quei film nati per rubarci piu' di una lacrima senza avere la sensazione di essere stati manipolati.,grazie a una storia orchestrata in maniera superba.
Peccato per la confezione della regia,che pur rimanendo piacevole passa un po' in secondo piano( mi sarei aspettato di piu' per la resa delle scene teatrali del "Peter Pan",ad esempio)
Grandissimo anche Dustin Hoffman.
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Lacrime.Piccole lacrime,al buio di un cinema.
Diventa doloroso ma necessario,quando lo schermo ti mostra lo specchio di quello che e' la tua vita.
I film mediocri ti danno cio ' che vorresti che accadesse ,i migliori ti mostrano chi sei tu.
Dedicato a nessuno.
Dedicato a me stesso.
Trovare la forza di ricevere nel petto le coltellate di accuse insensate,di sogni sparsi a brandelli.
Hai deciso di seppellirmi sotto un mucchio di ipotesi e convinzioni che sembrano terra sterile.
Nel vento la mia voce ti chiama per cercare di raggiungere la tua anima e farti capire che non e' vero cio' che appare ai tuoi occhi.
Ma serve a qualcosa?Non vuoi piu' ascoltare,ma credere a cio' che ti fa comodo.
Mi guardo allo specchio e cerco di vedere l'immagine che tu ora hai di me,e non la trovo.Trovo solo occhi neri,lucidi,disposti ancora a sognare.
La cosa ironicamente amara e' che ti ho voluto bene,e continuo ancora a volertene,seppure in modo diverso.
Tu invece hai deciso di odiare,senza nemmeno provare ad ascoltare.
Sempre meglio dell'indifferenza,mi sono sempre detto,ma per uno che del dialogo e della capacita' di chiarimenti ha fatto la sua ragione di vita,e' veramente una punizione crudele da parte del fato.
Dicevi che parlavo tanto,ma tu mi hai mai ascoltato davvero?
Hai mai ascoltato i miei occhi?
Spero di si',visto che io nei tuoi mi ci perdevo.
(Sei stata rapida ad andartene.
Sei stata rapida a condannare.
Eppure,piccola,anche se non leggerai nulla di tutto questo,ti auguro di congelare la tua felicita' in un istante eterno)

Il mio mondo.
Tutto quello che ho da dare,da lasciare,da consumare.
Vedo ogni cosa dentro il bianco che precede la parola.
Guardo le parole in fila sul foglio,l'ordine che ho scelto per cavare un senso da questa notte.
Le cancello.
Poi esco.
Prendo tempo,lascio che la mente vaghi libera e mi perdo volutamente tra i vicoli che non conosco.
Dentro ogni porta che sfioro c'e' un corpo che si contorce nel buio.
Dietro ogni chioma che tento di afferrare c'e' uno specchio nel quale si riflette solo un'orrendo mostro.
I cocci infranti esplodono e trafiggono i miei occhi.
Pianto rosso,senza fine.
Pensieri che bruciano.
linguaggio
che
si
spezza
Voglio
andare
via
LittlePunkyGirl in Buco senza Suono
LittlePunkyGirl in Buco senza Suono
LittlePunkyGirl in Buco senza Suono
Ugazz in In questo momento
massimolotov in In questo momento
kleinkief in In questo momento
giapatoi in In questo momento
FiocoTram in Le mie donne
FiocoTram in Buon Compleanno.
JoeNix in Buon Compleanno.
copincolla
donne che vorrei farmi
esercitazioni
fioco va al cinema
fiocoframes
fotigrafie
frammenti di memoria
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